Associazioni sportive dilettantistiche: quando occuparsi di RUNTS e terzo settore

Quando un’ASD deve valutare RUNTS o Terzo Settore: segnali, documenti da controllare, decisioni interne e supporto professionale sul caso concreto.

Le associazioni sportive dilettantistiche si occupano di RUNTS o Terzo Settore quando tale tema è collegato a una decisione concreta dell’ASD: il testo dello statuto, una modifica da valutare, un’attività che il direttivo intende avviare, una qualifica richiamata nei documenti oppure un rapporto con soggetti che chiedono chiarimenti sulla natura dell’ente. Non è invece utile trattarlo come un adempimento automatico o come un percorso separato dalla gestione sportiva dell’associazione.

La domanda corretta non è soltanto se il RUNTS possa interessare l’ASD, ma quale effetto pratico avrebbe sulla sua identità, sui documenti interni e sulle decisioni del consiglio direttivo. Se manca un fatto che renda il tema attuale, l’associazione può limitarsi a ordinare il proprio fascicolo e annotare la questione tra quelle da riesaminare prima di una futura scelta.

In sintesi

  • RUNTS e Terzo Settore vanno esaminati quando emergono da statuto, delibere, comunicazioni o progetti concreti dell’ASD.
  • La presenza di attività sportiva non consente, da sola, di ricavare una risposta sulla rilevanza del tema per il singolo ente.
  • Prima di modificare documenti o presentare l’associazione con una qualificazione diversa, è buona pratica ricostruire ciò che oggi risulta da statuto, verbali e gestione effettiva.
  • Il consiglio direttivo può verbalizzare il motivo dell’analisi, i documenti esaminati e la decisione di proseguire, rinviare o chiedere supporto.
  • Se l’ASD sta assumendo impegni, comunicando una nuova impostazione o correggendo incongruenze documentali, conviene coinvolgere lo studio prima dell’esecuzione.

Quando il tema diventa concreto per un’asd

Il primo segnale è documentale. Può accadere che nello statuto, in una bozza di modifica o in vecchie comunicazioni compaiano espressioni riferite al Terzo Settore o al RUNTS. In questa situazione non conviene estrarre una singola formula dal suo contesto: occorre leggere il documento nella sua interezza, verificare se la formula sia ancora coerente con l’operatività dell’associazione e capire se il direttivo abbia già preso una decisione sul punto.

Un secondo segnale nasce da una scelta organizzativa. Per esempio, il direttivo può voler ampliare le attività proposte, cambiare il modo in cui descrive la propria finalità associativa oppure partecipare a un’iniziativa per la quale vengono richieste informazioni sulla configurazione dell’ente. Non è la nuova attività, in astratto, a risolvere la questione: conta il rapporto fra quella scelta, l’oggetto associativo, le delibere disponibili e la realtà operativa dell’ASD.

Un terzo segnale è un’incoerenza tra documenti. Una qualifica può essere citata in una presentazione, in una richiesta ricevuta dall’associazione o in un verbale, mentre statuto, registri e decisioni interne non mostrano un percorso coerente. Il rischio organizzativo non consiste nel fatto che la parola compaia; consiste nel prendere impegni o diffondere informazioni senza avere prima chiarito chi ha deciso, su quali elementi e con quale perimetro.

Per questo le associazioni sportive dilettantistiche dovrebbero distinguere tre posizioni operative: tema non attuale, tema da approfondire prima di una decisione, tema già incorporato in documenti o comunicazioni da ricostruire. Questa distinzione consente di evitare sia l’inerzia sia modifiche affrettate.

Percorso diagnostico prima di parlare di RUNTS

Un percorso diagnostico utile non è una raccolta indistinta di carte. Serve a rispondere a una domanda precisa: l’ASD ha già assunto una scelta che rende necessario occuparsi del Terzo Settore oppure sta soltanto valutando una possibilità?

  1. Leggere statuto e modifiche disponibili. Si individuano le finalità dichiarate, le attività contemplate e le clausole che il direttivo considera rilevanti. Se esistono versioni diverse dello statuto, vanno ordinate cronologicamente senza presumere quale sia quella utilizzata nella pratica.
  2. Ricostruire le decisioni interne. Si esaminano i verbali dell’assemblea e del consiglio direttivo collegati a modifiche, progetti, richieste esterne o comunicazioni sull’identità dell’associazione. Il punto non è produrre un verbale retroattivo: è capire se una decisione esiste, se è leggibile e se richiede un nuovo passaggio deliberativo.
  3. Confrontare documenti e operatività. Il direttivo verifica come l’ASD si presenta a soci, collaboratori, sostenitori e interlocutori esterni, quali attività sta pianificando e quali documenti vengono effettivamente usati. Una formula isolata, se non accompagnata da atti coerenti, è un segnale da chiarire e non una conclusione.
  4. Definire la prossima decisione. L’esito può essere il mantenimento dell’assetto attuale, un approfondimento tecnico prima di modificare documenti, oppure la correzione di una comunicazione non allineata. La decisione va riportata in modo comprensibile, con le ragioni e gli incarichi interni conseguenti.

Questo lavoro è anche un controllo interno organizzativo: aiuta a distribuire responsabilità e a evitare che una scelta sull’ente resti affidata a conversazioni informali. Per ordinare il fascicolo prima della riunione del direttivo, può essere utile Approfondisci: approfondire quali documenti essenziali ricostruire nelle associazioni sportive dilettantistiche.

La decisione non riguarda soltanto una sigla

Quando l’ASD valuta RUNTS o Terzo Settore, la decisione riguarda il modo in cui l’associazione vuole essere descritta e amministrata nel tempo. Occorre quindi evitare due errori opposti. Il primo è considerare il tema irrilevante senza verificare il contenuto dello statuto e delle decisioni già prese. Il secondo è usare una qualifica in modo anticipato, come se una formulazione in una bozza o una discussione del consiglio bastassero a definire la posizione dell’ente.

È buona pratica separare ciò che è già documentato da ciò che è soltanto intenzione. Nel verbale del direttivo si può indicare, con linguaggio sobrio, che la questione è stata esaminata, quali documenti sono stati messi a disposizione e quale scelta operativa viene rinviata o preparata. Se il direttivo ritiene necessario modificare un documento o compiere un passaggio ulteriore, conviene definire prima chi raccoglie le informazioni, quale testo sarà sottoposto agli organi associativi e quali comunicazioni esterne restano sospese.

Un caso frequente è quello dell’ASD che trova nello statuto una formula generica riferita a finalità ulteriori rispetto all’attività sportiva, ma non possiede verbali che chiariscano come il direttivo intenda utilizzarla. In base a questa sola ipotesi, l’azione prudente è non presentare l’associazione secondo una qualificazione non ricostruita e portare il tema in consiglio con statuto e verbali disponibili. La conclusione cambierebbe se emergessero atti interni o comunicazioni già adottate che mostrano una scelta precedente da analizzare nel suo insieme.

Quando chiedere una lettura professionale del caso

Conviene coinvolgere lo studio quando la scelta può incidere sullo statuto, quando i documenti non coincidono, quando l’ASD ha già comunicato una certa impostazione oppure quando il consiglio deve preparare una deliberazione senza un quadro chiaro. In questi casi, procedere soltanto per analogia con altre associazioni può rendere più difficile spiegare in seguito perché una decisione è stata presa.

Alessio Ferretti STP, studio di commercialisti, può esaminare e gestire professionalmente il caso concreto nel perimetro del servizio, leggendo i documenti disponibili, individuando le verifiche necessarie e aiutando l’ASD a ordinare le priorità economiche, contabili, fiscali e documentali. Se la questione richiede contributi ulteriori, lo studio può coordinare i professionisti associati mantenendo il presidio sugli aspetti di propria competenza.

Nel contatto è sufficiente descrivere la situazione dell’associazione, l’urgenza della decisione e l’elenco dei documenti disponibili, come statuto, verbali o comunicazioni pertinenti. Non occorre allegare documenti personali o riservati: l’eventuale trasmissione può avvenire solo dopo il contatto, tramite un canale sicuro concordato con lo studio.

Richiedi una consulenza sul caso della tua ASD.

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